Culturability

Unipolis con Libero Cinema in Libera Terra

Il cinema, come tutte le forme d’arte, può offrire un contributo importante nella lotta alla criminalità, alle mafie e alla violenza, divenendo strumento di impegno civile e politico. Fenomeni come l’illegalità e la corruzione si basano innanzitutto sull’ignoranza e la disinformazione e, in questo senso, la cultura è il primo strumento di cui la società civile può servirsi per affermare nuove forme di pensiero critico. Questa consapevolezza trova piena espressione nell’iniziativa Libero Cinema in Libera Terra, festival itinerante che dal 13 al 24 luglio porta il cinema di impegno civile nelle terre confiscate alla criminalità organizzata. L’evento, giunto alla sua quinta edizione, è promosso da Cinemovel Foundation e Libera – Associazione, nomi e numeri contro le mafie, con il sostegno di Fondazione Unipolis che è partner di entrambi i soggetti nonché del progetto Libero Cinema dal suo inizio.

 

 

 

 

Libero Cinema in Libera Terra


 

Gli organizzatori della manifestazione si definiscono “un moderno gruppo di saltimbanchi che percorre le strade del Paese per portare il cinema nelle terre dove operano le cooperative sui beni confiscati alle mafie e restituiti alla legalità”. Ad essere proiettati sono spesso film e documentari poco rappresentati sugli schermi dei circuiti cinematografici tradizionali, titoli di impatto, interesse e riflessione per il pubblico. Il carattere itinerante dell’iniziativa permette di superare le barriere e portare i film direttamente alle persone, incluse coloro che vivono lontane dalle sale o non sono solite recarsi al cinema.

 

I luoghi scelti sono simbolicamente importanti non solo perché si tratta di zone franche presidi di legalità, ma anche perché consentono modalità di proiezione pubblica volte ad “aggregare la piazza”, creando spazi di dialogo e confronto tra i partecipanti. Il pubblico viene così reso partecipe di un evento da condividere con gli altri, stimolando la sete di conoscenza e l’assunzione di responsabilità non solo personali ma anche collettive. In questo senso, l’obiettivo è creare attorno al cinema delle sorte di piazze universali di confronto per sostenere l’impegno civile e politico di quei soggetti che lavorano per il futuro di una terra libera dalle mafie.

 

 

L’edizione 2010: diritti universali, pace e legalità


La quinta edizione di Libero Cinema si propone di raccontare con le immagini storie che parlano di diritti universali, pace e legalità, coinvolgendo dodici tappe dal Piemonte alla Sicilia. Significativa la scelta di partire dal nord, per sottolineare come quello delle mafie sia un problema che non riguarda solo il sud d’Italia. I film e i documentari, scelti in collaborazione con le cooperative che gestiscono gli eventi locali, saranno presentati dai registi e da esponenti del mondo della cultura e della lotta alla criminalità. I titoli vanno da Comando e Controllo di Alberto Puliafito a Forta Pasc di Marco Risi, a produzioni recenti come Le quattro volte di Michelangelo Frammartino e Draquila di Sabina Guzzanti. A sostenere come il diritto alla libertà vada al di là delle frontiere, anche tre titoli stranieri di registe donne: Persepolis di Marjane Satrapi, Rough Cut di Firouzeh Khosrovani e Rachel di Simon Button.

 

Come nelle passate edizioni, la carovana incrocia alcuni dei dodici luoghi che ospiteranno i campi della legalità aderenti alla campagna E!state Liberi 2010, organizzati da Libera per offrire a oltre tremila giovani un’esperienza di volontariato e formazione civile sui terreni confiscati. Al progetto Libero Cinema partecipano circa ventisette tra cooperative, associazioni e realtà che operano sui territori confiscati, oltre ai circa duemila giovani, boyscout e volontari dei campi che prendono parte agli incontri e ai workshop pomeridiani promossi dalla carovana.

 

 

 

 

La Fondazione Cinemovel


Il progetto Libero Cinema in Libera Terra è stato ideato dalla Fondazione Cinemovel, operante prevalentemente all’estero con l’obiettivo di portare il cinema in luoghi lontani e periferici dove i suoi racconti sono ancora sconosciuti, a partire dalla convinzione che esita un legame tra la democratizzazione dei Paesi e l’accesso alla cultura e alla nuove tecnologie. La formula rimane quella di sviluppare iniziative di cinema itinerante con proiezioni pubbliche che promuovano occasioni di scambio e di dialogo, cambiano i luoghi che diventano i villaggi di Etiopia, Marocco, Mozambico, Senegal e India.

 

 

Link Utili:

Fondazione Cinemovel

Libera - Associazione. nomi e numeri contro le mafie

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