Culturability

La cultura come fattore di libertà e sostenibilità
La cultura è il fattore più importante per la libertà delle persone. Solo la conoscenza e il sapere consentono agli individui di disporre delle competenze e degli strumenti necessari ad aprire nuovi campi di opportunità, libertà ed espressione. È la cultura che rende possibile creare una tensione verso l’espansione di sistemi di senso delle persone e delle comunità. Allo stesso tempo, la cultura definisce l’identità di una società e delle società, nelle loro dimensioni locali nazionali e globali, permette alle persone di stare insieme e di identificarsi come soggetto unitario e collettivo, pur nelle loro molteplici diversità.
Rendere più accessibile la cultura, promuovere la conoscenza, offrire opportunità, spazi di dialogo e confronto per le persone e tra le persone, tra piccole grandi realtà organizzate, significa aumentare la libertà dei cittadini e delle loro comunità, dando un significato alla parola democrazia e allargando le occasioni di partecipazione. Una scelta che appare tanto più rilevante di fronte a una crisi sociale, prima ancora che economica, di dimensioni planetarie e con caratteristiche inedite nel recente passato. Una crisi che è anche culturale e di valori: è venuto, infatti, in discussione un modello di sviluppo che, dietro la pretesa di essere unico e scientificamente insostituibile, ha prodotto un gigantesco aumento delle disuguaglianze e della redistribuzione della ricchezza, con drammatiche conseguenze sociali e ambientali.
La cultura può essere anche un potente fattore di sviluppo economico e sociale, ma solo se abbandona ogni concezione riduttiva e strumentale, assumendo invece la funzione di leva per promuovere l’affermazione di una società fondata sulla conoscenza e sul sapere, in grado di valorizzare talenti e competenze diffuse e, in quanto tale, di perseguire maggiore uguaglianza, diritti sociali e civili.
In questo contesto, l’Italia si trova a fare i conti con squilibri e debolezze storiche, mentre sembrano prevalere insicurezza e paure, chiusure individualistiche e frammentazione sociale, che incidono negativamente sul tessuto civile e democratico del Paese. Contrastare questo processo significa prima di tutto investire in cultura e nello sviluppo della conoscenza, fare leva sull’intelligenza e sulle capacità delle persone. La cultura, quindi, come strumento per promuovere la coesione e l’inclusione sociale, consentendone l’accesso al maggior numero di persone, soprattutto di quelle finora escluse e delle nuove generazioni. Cultura come fattore e strumento in grado di prospettare una diversa idea di sviluppo all’insegna della sostenibilità, e quindi del futuro, nell’ambito della quale possano trovare un nuovo e più virtuoso equilibrio, economia, società e ambiente. In questo senso, essa va intesa nell’accezione più ampia, comprendendo tutte le sue molteplici espressioni, sia umanistiche sia scientifiche, per giungere a nuove e più efficaci sintesi, anche in funzione delle potenzialità e opportunità offerte dalle nuove tecnologie, dallo sviluppo delle comunicazioni e delle relazioni nel web.
La cultura assume, pertanto, una nuova e assoluta centralità. Per questo, va considerata come un vero e proprio diritto. Diritto civile e diritto sociale: parte integrante ed essenziale di un moderno sistema di welfare, di una “società del benessere” nella quale la cultura permetta alle persone, a tutte le persone – comprese quelle provenienti da altri Paesi e portatrici di altre culture – di essere prima di tutto cittadini. In questo senso, la cultura è lo strumento principale per combattere razzismo e xenofobia, favorire percorsi di integrazione e, allo stesso tempo, in grado di valorizzare le diverse identità.
È decisivo, perciò, il ruolo del sistema educativo. Dalla scuola per l’infanzia fino all’università, in un percorso di formazione permanente volto a garantire l’accesso più ampio alla cultura, anche al fine di promuovere una effettiva mobilità sociale. I ragazzi e i giovani devono essere i soggetti primari ai quali destinare impegno e risorse, allo scopo di dotarli degli strumenti indispensabili per acquisire conoscenza, sapere e capacità critica.
Come in molti altri settori della vita sociale, anche nella cultura il ruolo dell’intervento pubblico, a tutti i livelli e da parte di tutti i soggetti istituzionali, è essenziale e insostituibile. Al contempo, appare fondamentale l’impegno della società civile nelle sue diverse espressioni organizzate, compreso il mondo economico e imprenditoriale, in una logica integrativa e sussidiaria, al fine di promuovere una più ampia diffusione della cultura e della conoscenza. Da questo punto di vista, la cultura si configura quale nuovo ambito da inserire – accanto a quelli economico, sociale e ambientale – tra gli obiettivi della sostenibilità, ampliando così ulteriormente il significato di Responsabilità d’Impresa.
“culturability – la responsabilità della cultura per una società sostenibile”
È sulla base di questa consapevolezza che la Fondazione Unipolis, in coerenza con la propria missione, ha dato vita a “culturability – la responsabilità della cultura per una società sostenibile”. Un progetto culturale che intende essere allo stesso tempo luogo di approfondimento e confronto, strumento attivo per promuovere nella società e nel territorio iniziative culturali che abbiano come obiettivo la crescita sociale e civile delle comunità, nell’ottica della sostenibilità e utilizzando il concetto di capacitazione dell’individuo, riprendendo un’elaborazione di Amartya Sen.
Il progetto ha avuto un suo momento fondativo il 14 luglio 2009, nel corso di un incontro al quale hanno preso parte oltre un centinaio di persone attive nei diversi campi della vita culturale e sociale. Attraverso la presenza sul web, culturability diviene una piattaforma che permette confronto e discussione, ma allo stesso tempo offre alla cultura uno strumento di “accesso”. Il sito web offre informazioni, pubblicazioni, segnalazioni di buone pratiche ed esperienze significative, realtà, organizzazioni ed eventi su questi temi. Il progetto intende costituire una communità anche on-line rivolto a cittadini, studiosi ed esperti, professionisti, operatori culturali e sociali, istituzioni, imprese e associazioni. Uno spazio aperto al confronto e ai più diversi contributi, attraverso il quale dare vita a relazioni, condivisione delle conoscenze e delle esperienze, destinate a vivere non soltanto sul web. culturability, infatti, vuole essere anche un momento di incontro, discussione e condivisione, promozione e sostegno di attività e iniziative sul territorio, ispirate ai principi e agli obiettivi di accesso e inclusione socio-culturale.
Lo spazio è aperto, adesso si tratta di riempirlo.